San Francesco tra pace, ecologia e solidarietà

Cinema Docet è ripartito domenica 27 settembre 2026 nell’ambito delle iniziative per la Giornata per la Pace dell’Università degli studi di Bergamo con un evento dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. A 800 anni dalla morte, la figura di Francesco continua a stupire e a scuotere l’animo umano in profondità, oltre che a ispirare le ricerche degli studiosi di letteratura, filosofia, storia, arti visive. Un incontro di approfondimento accademico – guidato dai contributi dei docenti universitari del Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione – ha ripercorso la portata rivoluzionaria del Santo, a partire dalla proiezione del film Fratello sole, sorella luna (1972) di Franco Zeffirelli.

Adriano D’Aloia, docente di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali, ha parlato dell’opera di Zeffirelli come di un film spettacolare, non soltanto per la maestosità della coproduzione internazionale e l’uso delle risorse visive e sonore, ma soprattutto per la capacità di costruire un Medioevo immaginario e poetico capace di parlare direttamente allo spettatore. Collocato in pieno clima di contestazione giovanile, il Francesco del 1972 si spoglia dei beni paterni e del sistema di valori borghese per diventare una sorta di “figlio dei fiori” ante litteram. Il regista focalizza la narrazione sulla giovinezza del Santo e sul momento della sua profonda metamorfosi spirituale ed esistenziale. Negli anni Settanta, l’onda ecologista e la critica alla società dei consumi trovavano in Francesco un punto di riferimento ideale.

Luca Lombardo, docente di Filologia della letteratura italiana, ha sottolineato il valore fondativo di San Francesco per la nostra storia letteraria. In particolare, nel Cantico delle Creature l’autore compie una scelta epocale, abbandonando l’utilizzo del latino per adottare la lingua volgare. Il poema esprime una concezione del mondo in cui tutto ciò che è visibile fa parte del Creato ed è legato da una fratellanza cosmica. Una prospettiva ripresa da Papa Francesco, nel 2015, nell’enciclica Laudato si’, a dimostrazione di come la pace universale sia indissolubilmente legata all’amore e al rispetto nei confronti della creazione.

Riccardo Saccenti, docente di Storia della filosofia medievale, ha collocato la pellicola nello specifico clima culturale post-conciliare. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, il mondo cattolico rielaborava le conclusioni del Concilio Vaticano II e l’enciclica Populorum Progressio di Paolo VI (1967), incentrata sulla dignità sociale ed economica dell’uomo.

Alessandra Forte, docente di Linguistica e filologia della letteratura italiana, ha evidenziato il valore dell’iconografia francescana, mostrando come ciò che oggi percepiamo come “francescano” sia l’esito di un secolare processo di codificazione visiva. Fin dal 1235 e con i grandi cicli monumentali di Assisi, le immagini hanno contribuito a plasmare l’identità e la memoria del Santo, un linguaggio che il cinema di Zeffirelli reinterpreta sapientemente attraverso i codici del moderno linguaggio audiovisivo.

Attraverso il dialogo tra cinema, filologia, filosofia e storia dell’arte, l’incontro ha evidenziato come il messaggio francescano di pace, ecologia e fraternità universale continui a interrogare la società contemporanea. Il capolavoro di Zeffirelli, riletto alla luce delle fonti storiche e dei linguaggi visivi, si conferma un ponte fondamentale tra la memoria medievale e il nostro presente.

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