La vita da grandi
DATI DI PRODUZIONE
Titolo: La vita da grandi. Paese: Italia. Anno: 2025. Durata: 96’. Regia: Greta Scarano. Sceneggiatura: Sofia Assirelli, Tieta Madia, Greta Scarano. Produzione: Matteo Rovere. Casa di produzione: Groenlandia Srl, Halong, Rai Cinema, Netflix. Fotografia: Valerio Azzali. Montaggio: Valeria Sapienza. Musiche: Giuseppe Tranquillino Minerva. Scenografia: Andrea Castorina. Costumi: Grazia Materia. Cast: Matilda De Angelis (Irene Nanni), Yuri Tuci (Omar Nanni), Maria Amelia Monti (Piera), Paolo Hendel (Walter), Adriano Pantaleo (Ugo), Christian Ginepro (Ludovico), Ariella Reggio (Zia Marilù), Gloria Coco (Nonna Cleta), Alessandro Cantalini (Marco), Ludovico Zucconi (Tancredi), Tom Karumathy (Artrit), Sara Setti (Sara Ravaglioli), Lorenzo Gioielli (Agente immobiliare).
SINOSSI
Con una storia tratta dalla vicenda dei fratelli Damiano e Margherita Tercon (raccontata nel romanzo Mia sorella mi rompe le balle) il film racconta la crescita personale di un fratello e una sorella attraverso le figure di Irene (Matilda De Angelis), impiegata d’azienda a Roma, e Omar (Yuri Tuci), giovane uomo autistico che sogna l’autonomia. Dopo essere tornata a Rimini per occuparsi del fratello, Irene si scontrerà con l’iperprotettività della famiglia nei confronti di Omar. Decide, allora, di sottoporlo ad un “percorso per diventare autonomo” aiutandolo a sganciarsi dai genitori e a realizzare il suo sogno di diventare un rapper famoso. Il tempo trascorso assieme, aiuterà entrambi a maturare una nuova consapevolezza del loro legame.
TRAILER
COMMENTO
La regia di Greta Scarano bilancia umorismo e profondità, rendendo il film accessibile e coinvolgente per un pubblico giovane. Il tema dell’autismo viene presentato come motore della storia, ma al centro del film si colloca un percorso di riscoperta personale. In questo senso, la scelta narrativa del parallelismo tra due individualità permette una migliore stratificazione della storia. Emerge così il diverso approccio generazionale al tema dell’autismo, la riscoperta dell’io, che riguarda entrambi i personaggi, fratello e sorella; così come il tema degli “imprevisti” o più in generale dei problemi posti dalle contingenze di vita, siano essi la malattia per i genitori, il doversi occupare del fratello per Irene e l’iper-protettività per Omar. Questa necessità di superare le difficoltà permette allo spettatore di immergersi nella situazione famigliare e di scoprire gradualmente come ogni personaggio, nel tentativo di risolversi, finisce anche per migliorare sé stesso e il piccolo mondo che lo circonda. L’autismo diventa così non più una condizione da spiegare, ma un semplice tratto della persona. La visione risulta così particolarmente coinvolgente: difficoltà e complicazioni sono smorzate dalla comicità, in un trattamento cinematografico che ci riporta nell’alveo della commedia italiana.
PREMI
- Nastro d’argento 2025: Miglior regista esordiente a Greta Scarano
- Nastro d’argento 2025: Migliore attore in un film commedia a Yuri Tuci
- Festival del cinema di Porretta Terme 2025: Premio del pubblico – Concorso fuori dal giro
- European Film Awards 2026: Premio del pubblico giovane
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Ischia Global Film & Music Festival 2024: Premio speciale alla regia
CRITICA
Ecco che i peggiori film allora scaturiscono, proprio perché si basano su questo presunto automatismo, nient’altro che pietà, svilendo il personaggio davanti alla macchina. Qui invece si instaura un rapporto di profonda empatia con i protagonisti, grazie anche alle ottime interpretazioni di Yuri Tuci e Matilda De Angelis, che sembrano davvero due fratelli, funzionando perfettamente come coppia. Non serve allora mettere in scena grandi avvenimenti all’insegna della didascalia, situazioni catastrofiche o al contrario grandi miracoli, perché si fa il tifo per loro anche nelle piccole cose.
Matteo Pivetti, Sentieri selvaggi
Con questo brillante esordio dopo il corto Feliz Navidad, Scarano dimostra che la regia non è per lei una deviazione, ma un approdo naturale, inevitabile. E che il talento, quando è attraversato da autentica urgenza, si riconosce senza bisogno di effetti speciali.
Dario Cangemi, The Hot Corn
L’opera prima di Greta Scarano è un affondo notevole, un mix di grazia e drammatica ironia.
Michela Manente, CineCriticaWeb


