Prima che la notte

DATI DI PRODUZIONE

TitoloPrima che la nottePaese: Italia. Anno: 2018. Durata: 120’. Regia: Daniele Vicari. Sceneggiatura: Daniele Vicari, Claudio Fava, Michele Gambino, Monica Zapelli. Produzione: Fulvio Lucisano, Paola Lucisano. Casa di produzione: Italian International Film. Fotografia: Luciano Federici, Gherardo Gossi. Montaggio: Benni Atria. Musiche: Teho Teardo. Scenografia: Beatrice Scarpato. Costumi: Francesca Vecchi, Roberta Vecchi. Cast: Fabrizio Gifuni (Giuseppe Fava), Selene Caramazza (Giusi), Aurora Quattrocchi (mamma di Pippo), Lorenza Indovina (Lina), Carlo Calderone (Miki Gambino), Beniamino Marcone (Rosario), Dario Aita (Claudio Fava), Marco Iannitello (Marco), Davide Giordano (Saro), Gaetano Aronica (Lo Certo), Manuela Ventura (Cettina), David Coco (cav. Graci), Federico Brugnone (Riccardo Orioles), Fabrizio Ferracane (Gaetano Caponnetto), Manuela Ventura (Cettina), Barbara Giordano (Elena Fava), Simone Corbisiero (Antonio Roccuzzo), Roberta Rigano (Elena Brancati), Renato Marchetti (avvocato), Fulvio D’Angelo (capo della squadra mobile), Jerry Mastrodomenico (colonnello dei Carabinieri).

SINOSSI

Tratto dalla storia vera e dal libro dal titolo omonimo, Prima che la notte ci presenta Pippo Fava (scrittore, giornalista e drammaturgo) che ritorna da Roma a Catania con l’idea di fondare un giornale per parlare della sua terra. Riunisce attorno a sé una squadra di giovani “carusi” con l’ideale della verità, scrivendo di mafia, facendo nomi e cognomi, prima sul “Giornale del Mezzogiorno” e poi su “I Siciliani”. Questa linea editoriale fa riscuotere a Pippo un enorme successo ma anche sempre più problemi con la criminalità organizzata.

TRAILER

COMMENTO

Apertura brutale quella di questo film: l’omicidio di Pippo Fava commesso il 5 gennaio 1984 da parte di Cosa Nostra. A smorzare la drammaticità abbiamo la sequenza dei titoli di testa nella quale il nostro protagonista compie il viaggio di ritorno verso la sua terra d’origine, Catania, sulle note di Call me dei Blondie. Proprio questa canzone fa riflettere sui ruoli interpretati da Fabrizio Gifuni (qui Pippo Fava) negli ultimi anni, è chiamato a diventare la vittima per eccellenza, uno specchio dell’Italia e degli italiani della seconda metà del novecento: per Esterno notte di Marco Bellocchio ha interpretato Aldo Moro, e più di recente il presentatore Enzo Tortora nella serie Portobello. Certo, TV e cinema non sono la stessa cosa, ma qui c’è una sovrapposizione: se le serie televisive di Marco Bellocchio sono estremamente cinematografiche (Esterno notte è stata proiettata al cinema in due parti nel 2022), Prima che la notte è un film realizzato per la TV. Ciò che colpisce è la flemmatica ma vitale interpretazione di Gifuni che regge sulle sue spalle tutta la narrazione: una lotta alla mafia con sorriso e determinazione di un uomo comune che ci ha creduto fino alla fine. A differenza di molte altre opere sul tema, qui i mafiosi non sono personaggi approfonditi, la loro presenza è marginale se non come meschine apparizioni che ritraggono la loro facciata ingannevole. Qualcosa che, tanto nel film quanto nella realtà, riesce a dissuadere e intimorire i siciliani.

PREMI

  • Nastro della legalità 2018: a Daniele Vicari

CRITICA

Al termine della visione la pelle d’oca è tanta per la commozione provocata da un film che sa comunicare cosa voglia dire essere un giornalista con la schiena dritta, ci si sente piccoli di fronte al tanto coraggio (a posteriori qualcuno direbbe incosciente) di vivere e seguire la propria vocazione, nutrendo a propria volta il desiderio di farlo.

– Maria Lucia Tangorra, Cineclandestino

Vicari e Gifuni hanno fatto un lavoro di scavo sulla personalità di Fava che emerge sin dalle prime battute in questo che non vuole essere un ‘film di mafia’ ma il ritratto di un uomo di cultura che ha saputo cogliere con ironia e autoironia il presente con la consapevolezza dei problemi che con il proprio impegno si sarebbe inevitabilmente creato.

– Giancarlo Zappoli, MYmovies

Ma gli eroi sono lontani da noi, mentre il film di Vicari racconta la vita che è fatta di allegria, paure, passioni che rendono questi personaggi simili a noi. Sono storie di vita e non di morte e meno si celebra, più si ricordano queste persone.

– Redazione di Taxidrivers

 

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