La persona peggiore del mondo
DATI DI PRODUZIONE
Titolo originale: Verdens verste menneske. Paese: Norvegia, Francia, Svezia, Danimarca. Anno: 2021. Durata: 128’. Regia: Joachim Trier. Sceneggiatura: Eskil Vogt, Joachim Trier. Produzione: Thomas Robsahm. Casa di produzione: Oslo Pictures, MK2 Productions, Film i Väst, Snowglobe, B-Reel, Arte France Cinéma. Fotografia: Kasper Tuxen. Montaggio: Olivier Bugge Coutté. Musiche: Ola Fløttum. Scenografia: Roger Rosenberg. Costumi: Ellen Dæhli Ystehede. Cast: Renate Reinsve (Julie), Anders Danielsen Lie (Aksel), Herbert Nordrum (Eivind), Mia McGovern Zaini (Eva), Hans Olav Brenner (Ole Magnus), Helene Bjørneby (Karianne), Vidar Sandem (Per Harald), Maria Grazia Di Meo (Sunniva), Lasse Gretland (Kristoffer), Karen Røise Kielland (Tone).
SINOSSI
Julie (Renate Reinsve) è una brillante studentessa di Oslo. Soffocata nel ruolo di studentessa modello e spinta dall’ansia di iniziare a vivere veramente la propria vita, decide di abbandonare il percorso sicuro dell’università ed esplorare le proprie passioni. Ciò la porterà alla soglia dei trent’anni a confrontarsi con persone che riescono, a differenza sua, a sistemarsi e trovare un proprio equilibrio inseguendo carriere lavorative o tentando di costruire una famiglia. Tra relazioni complesse e continui cambi di rotta, Julie proverà anch’essa a trovare la propria strada, rifiutando costantemente di accontentarsi di copioni prestabiliti e tradizionali.
TRAILER
COMMENTO
Ciò che fa chiedere a Julie (come anche ad altri personaggi di questo film) se è davvero la persona peggiore del mondo, è il suo costante rifiuto, la sua incapacità di adeguarsi ai ruoli tradizionali imposti dalla società in cui vive. Julie sarebbe una studentessa modello, ma non riesce a dare un senso agli ottimi risultati che raggiunge. Infinite possibilità la paralizzano. Si sente inadeguata quando le pongono le “solite domande” sulla carriera e sui figli. Ha un rapporto conflittuale con il pensiero femminista, oscillando tra il desiderio di imporsi sull’uomo e fantasie di sottomissione. Fatica a trovare un equilibrio con il suo fidanzato Aksel, di cui rifiuta di assecondare i ritmi e lo stile di vita. Trova frustrante dover essere sempre lei a impegnarsi per cercare di salvare i rapporti col padre assente. A trent’anni appena compiuti, il confronto con ciò che avevano realizzato sua madre e le altre donne della sua famiglia è schiacciante. Eppure, Julie rifiuta costantemente tutti questi luoghi comuni tradizionali. Prende tempo, sfugge a ogni definizione, ricomincia a ogni incontro o avvenimento imprevisto, a cercare la propria identità. Ma cosa significa trovarsi, in un periodo della vita in cui si è in costante mutamento? È questo uno degli interrogativi cruciali che pone quest’opera. Gli standard classici e le ritualità con cui definiamo il progredire della vita adulta non hanno più senso. Non sono garanzia di felicità. Ma questo senso di inadeguatezza, per quanto doloroso, se accettato diventa uno strumento irrinunciabile, che insegna a vivere l’unica vita possibile, in cui non si recita alcun ruolo se non quello di sé stessi.
PREMI
- Festival di Cannes 2021: Prix d’interprétation féminine a Renate Reinsve
- National Board of Review 2021: Top Five Foreign Language Films
- New York Film Critics Circle 2021: Best Foreign Language Film
- National Society of Film Critics 2022: Best Supporting Actor a Anders Danielsen Lie
- British Independent Film Awards 2022: Best International Independent Film
- Goya Awards 2023: Best European Film
CRITICA
Ma La persona peggiore del mondo non è una mera osservazione entomologica: è una vera e propria storia d’amore anomala e complessa che si articola e si snoda attraverso gli umori e gli stati d’animo della sua protagonista, le fantasie parallele e i sogni (ma anche gli incubi) in cui il mondo si sintonizza sul suo tempo interiore, codificando e anticipando le tappe successive del suo percorso.
– Paola Casella, MyMovies
Quando poi torna a scavare dolorosamente nei personaggi, Trier riesce a dar vita a ritratti di grande autenticità, come pochi altri cineasti nel panorama odierno.
– Vittorio Renzi, Quinlan
La verità è che La persona peggiore del mondo è un film sul giudizio e sull’inutilità di esprimerne uno se prima, almeno, non si è provato, con le proprie forze, a dare un senso alle nostre singole, piccole vite, vivendole al meglio delle nostre possibilità.
– Francesca Divella, Cinefilila Ritrovata


