Sul lavoro femminile con CISL Bergamo

Ci sono film che non si limitano a raccontare una storia ma fanno percepire la fatica dei personaggi sulla pelle. Tra due mondi di Emmanuel Carrère – tratto dall’omonimo romanzo Le Quai de Ouistreham di Florence Aubenas – è uno di questi. Il film racconta della precarietà del lavoro femminile e porta il pubblico a respirarla a pieni polmoni attraverso l’esperienza di chi la vive quotidianamente.

«Mi sono molto immedesimata nelle protagoniste», ha affermato Candida Sonzogni, delegata di CISL Bergamo, spiegando come turni frenetici, salari bassi, appalti che cambiano continuamente possono trasformare il lavoro in un “cappio al collo” per donne che tentano di (ri)costruirsi una vita.  «Sono madri sole, lavoratrici straniere che affrontano ogni giorno  la realtà di un mondo del lavoro che non genera ricchezza ma povertà».

Durante il dibattito Federica Origo, docente di Politica economica nel Dipartimento di Scienze Economiche, ha osservato che il tasso di occupazione femminile in Italia sfiora il 50%. «Non è una differenza solo lavorativa, il divario risiede anche nelle cure parentali. È il risultato di pregiudizi e stereotipi». La divisione di ruoli, il lavoro di cura invisibile e le difficoltà contrattuali creano una marginalità che va oltre l’economia: parliamo di marginalità sociale, culturale ed emotiva.

Alla conversazione con il pubblico è intervenuto anche Gianmaria Martini,  direttore del Dipartimento di Scienze Economiche e docente di Economia applicata, per sottolineare il tema del confronto tra classi sociali e dell’attività di «coloro il cui lavoro è spesso invisibile, che passa inosservato o addirittura non rispettato». Il lavoro povero segna ancora oggi l’identità personale e i rapporti umani. «Il finale amaro centra il bersaglio ponendo interrogativi sulle azioni della protagonista e sull’eticità delle sue scelte». È emerse così un tema decisivo: il proprio vissuto come influenza sulla narrazione, le condizioni di possibilità del racconto della realtà nel confronto tra due classi sociali distinte – tra i due mondi del titolo – e la distanza tra chi ha la scelta di uscirne e chi no.

Autore

  • Alessandra Attuati

    Studentessa del corso di laurea magistrale in Valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale

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