Narrazioni e violenza di genere con il CUG
Un’opera che intreccia storia, potere e violenza di genere attraverso una narrazione complessa e multilivello. The Last Duel (2021) di Ridley Scott, basato su un caso realmente documentato nella Francia del XIV secolo, propone tre versioni dello stesso drammatico evento – uno stupro – e sollecita una lettura attenta delle percezioni e delle dinamiche sociali che modellano la verità riguardo quello che può essere definito il primo caso di stupro “mediatizzato”.
Alla proiezione – la prima di un ciclo di tre dedicato alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – sono intervenuti Roberta Di Pasquale, presidente del CUG – Comitato Unico di Garanzia, Alberta Giorgi, docente di Media e genere, e Riccardo Rao, docente di Storia medievale nel Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione.
Fotografie di Sara Aresu
Le riflessioni degli ospiti hanno permesso di esplorare le radici culturali della violenza maschile contro le donne, evidenziando come diseguaglianze, ruoli sociali e stereotipi continuino a influenzare profondamente la credibilità attribuita alla denuncia femminile. L’opera di Scott mostra con chiarezza come la narrazione degli eventi non sia mai neutra: ogni personaggio interpreta ciò che accade attraverso le proprie convinzioni, il proprio ruolo sociale e la propria posizione all’interno della struttura di potere dell’epoca. Le discrepanze tra le tre versioni non restituiscono soltanto memorie diverse, ma mostrano quanto il consenso, la responsabilità e la percezione della violenza siano letti in base a schemi culturali profondamente interiorizzati. La storia di Marguerite mette in evidenza la condizione di marginalizzazione riservata alle donne all’interno delle istituzioni medievali e, al tempo stesso, la sorprendente attualità dei meccanismi con cui ancora oggi l’opinione pubblica si pone di fronte alla testimonianza di una vittima di violenza sessuale.









































