Memoria e resistenza con il Tavolo paritetico sul conflitto in Medio Oriente

Può la commedia farsi strumento di resistenza? È possibile che la storia personale di una famiglia diventi il racconto universale di un popolo? I temi della memoria e della resistenza sono stati al centro della proiezione-dibattito del 29 ottobre 2025 di Cinema Docet, iniziativa di public engagement dell’Università degli studi di Bergamo dedicata all’attualità a partire dalla visione del film Il tempo che ci rimane (2009) del regista palestinese Elia Suleiman.

Alla presentazione del tema è intervenuta Flaminia Nicora, professoressa di Letteratura inglese al Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere, nonché prorettrice all’Internazionalizzazione e coordinatrice del Tavolo paritetico “Iniziative di solidarietà e approfondimento relative al conflitto in corso in Medio Oriente” di UniBg. «Questa guerra ci è diventata purtroppo familiare – ha sottolineato la prof.ssa Nicora –, ma non vuol dire che abbiamo maturato un’indifferenza nei confronti di quello che sta succedendo, come dimostrano le diverse iniziative che l’Università sta proponendo in solidarietà con la Palestina». UniBg ha recentemente accolto una studentessa vincitrice di una borsa di studio biennale erogata a favore di giovani palestinesi.

Fotografie di Giorgia Franzoni

Giuseppe Previtali, docente di Cinema arabo e dell’Asia orientale, ha contribuito al dibattito sottolineando come il film, realizzato nel 2009, continui ancora oggi a significare le proprie intenzioni originali, raccontando gli orrori della guerra. Numerosi gli interventi del pubblico in sala, incentrati sull’approccio grottesco al tema dell’occupazione proposto da Suleiman e al modo in cui la memoria collettiva, i gesti quotidiani e l’ironia possano trasformarsi in strumenti di resistenza.

Autore

  • Studentessa del corso di laurea in Scienze della Comunicazione

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