The last duel

DATI DI PRODUZIONE

TitoloThe Last DuelPaese: Stati Uniti d’America, Regno Unito. Anno: 2021. Durata: 152’. Regia: Ridley Scott. Soggetto: Eric Jager. Sceneggiatura: Ben Affleck, Matt Damon, Nicole Holofcener. Produzione: Jennifer Fox, Matt Damon, Ben Affleck, Nicole Holofcener, Ridley Scott, Kevin J. Walsh. Casa di produzione: 20th Century Studios, Pearl Street Films, Scott Free Productions, TSG Entertainment. Fotografia: Dariusz Wolski. Montaggio: Claire Simpson. Scenografia: Arthur Max, Cristina Onori, Judy Farr. Costumi: Janty Yates. Cast: Matt Damon (Jean de Carrouges), Adam Driver (Jacques Le Gris), Jodie Comer (Marguerite de Carrouges), Ben Affleck (Pierre, conte d’Alençon), Harriet Walter (Nicole de Buchard), Nathaniel Parker (Sir Robert D’Thibouville), Sam Hazeldine (Thomin du Bois), Michael McElhatton (Bernard Latour), Alex Lawther (Carlo VI, Re di Francia), Serena Kennedy (Isabella di Baviera, Regina di Francia), Clive Russell (zio di Carlo VI), Marton Csokas (Crespin) Oliver Cotton (Jean de Carrouges III), Željko Ivanek (Le Coq), Adam Nagaitis (Adam Louvel), Clare Dunne (Ceila), Bosco Hogan (presbitero), Caoimhe O’Malley (Elizabeth).

SINOSSI

Corre l’anno 1387, il cinquantesimo della Guerra dei cent’anni, la Francia si appresta a vivere uno dei periodi più bui della sua storia: i raccolti diminuiscono e i costi aumentano, guerra e peste hanno portato crisi e carestie, re Carlo VI detto “il folle” conduce la Francia all’anarchia totale. In questo contesto si svolge quello che passerà alla storia come l’ultimo duello di Dio, accettato legalmente dalla corte reale e il cui scopo è affidare a Dio e alla sua volontà la sorte di due uomini, il cavaliere Jean de Carrouges e lo scudiero Jaques Le Gris, per stabilire quale sia la vera realtà dei fatti dietro l’accusa di stupro ai danni di Marguerite de Thibouville, moglie di Jean. Il film inizia in medias res, proprio con il duello, e ripercorre la storia retrostante attraverso tre flashback che corrispondono rispettivamente ai diversi punti di vista dei tre protagonisti per poi ritornare al duello e lasciare che sia quindi il volere di Dio a elargire il giudizio e stabilire quale sia la verità.

TRAILER

COMMENTO

Ridley Scott, come spesso fa nei suoi film, decide di incrociare temi attuali con episodi del passato, in questo caso la denuncia di stupro ambientata nell’epoca medioevale. Il film si rifà ad un episodio storicamente accaduto e il regista riesce a ricostruire perfettamente gli abiti, i costumi e le ambientazioni medievali nonché la vicenda, raccontata da tre punti di vista diversi di cui solo uno è presentato come “la verità”: quella di Marguerite de Thibouville. Il coraggio e il carisma della donna però si scontrano con la società profondamente religiosa e patriarcale dell’epoca, una società che difficilmente presta ascolto ad accuse di questo tipo. Caso insolito per l’epoca, in Francia ha avuto una fortissima risonanza mediatica, al punto che al duello accorrono a Parigi conti e baroni da tutta la Francia e le cronache ci dicono che non si parlasse d’altro. Marguerite è rappresentata come una donna dei tempi odierni catapultata nel medioevo: colta, erudita, moderna per mentalità e spirito. È costretta però a vivere rinchiusa nel castello insieme a suo marito Jean de Carrouges, un uomo conservatore che mai rinuncerebbe al suo onore e al suo orgoglio. Ed è forse questo il motivo principale per cui muove l’accusa appellandosi direttamente al re, non per un senso di giustizia nei confronti della moglie ma per difendere il proprio onore. Il film è strutturato in tre capitoli preceduti da un prologo e seguiti dall’epilogo, entrambi centrati sul duello. La storia è raccontata da tre diversi punti di vista che possono sembrare ripetitivi ma che instaurano con lo spettatore un gioco in cui ogni prospettiva svela ogni minima differenza. Un espediente che aiuta a riflettere su come la percezione di chi racconta sia determinante ai fini dell’andamento della storia. Una questione di “verità” che ancora oggi riguarda il nostro rapporto con le immagini e le storie che raccontano. 

PREMI

National Board of Review 2021: Migliori dieci film dell’anno.
• Critics’ Choice Super Awards 2022: Miglior Attrice in un Film d’Azione a Jodie Comer.

CRITICA

Con The Last Duel, Sir Ridley Scott torna a un genere che ama, il kolossal epico. Un omaggio al coraggio di una donna pronta e tutto per la verità. In questo senso, si tratta di un film profondamente politico. La vera novità è il punto di vista del racconto, narrato da tre prospettive differenti che sviscerano il maschilismo della società e la sua distorsione della realtà. Un cast stellare e una scrittura avvincente, uniti a una regia e una fotografia magistrali, ne assicurano il successo.

—Margherita Montali, Everyeye

Un’opera figlia dei tempi, in cui la mascolinità tossica e la messa in discussione dei ruoli sociali sono materia incendiaria di confronto, in grado di contribuire al dibattito senza impartire lezioni ma utilizzando il cinema per intrattenere e indurre alla riflessione.

—Luca Baroncini, Gli Spietati

Tratto da un cruento episodio di cronaca medievale, ma non inganni il titolo, né il sangue; The Last Duel è innanzitutto un film politico, in cui un colpo di spada non fa che replicare un genere più ampio e diffuso di violenze, di lacerazioni del tessuto sociale: le spartizioni dei terreni, delle doti, dei cognomi, dei titoli nobiliari, fondate su altrettante repressioni – dei contadini, dei fittavoli, degli oppositori politici, e ovviamente delle donne.

—Rudi Capra, Ondacinema

Autore

  • Studente del corso di laurea magistrale in Comunicazione, informazione, editoria

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