La mosca
DATI DI PRODUZIONE
Titolo originale: The Fly. Paese: Stati Uniti d’America. Anno: 1986. Durata: 95’. Regia: David Cronenberg. Sceneggiatura: Charles Edward Pogue, David Cronenberg. Produzione: Stuart Cornfeld. Casa di produzione: 20th Century Fox, Brooksfilm, SLM Production Group. Fotografia: Mark Irwin. Montaggio: Ronald Sanders. Scenografia: Carol Spier, Rolf Harvey, Elinor Rose Galbraith. Costumi: Denise Cronenberg. Cast: Jeff Goldblum (Seth Brundle), Geena Davis (Veronica Quaife) John Getz (Stathis Borans), Joy Boushel (Tawny), Leslie Carlson (Dr. Brent Cheevers), George Chuvalo (Marky), David Cronenberg (ginecologo), Carol Lazare (infermiera), Shawn Hewitt (impiegato).
SINOSSI
Seth Brundle è un brillante ma solitario scienziato impegnato nello sviluppo di una straordinaria invenzione: un dispositivo capace di teletrasportare la materia da un punto all’altro dello spazio, grazie a speciali capsule. Dopo numerosi esperimenti falliti, riesce a perfezionare la macchina grazie anche al sostegno di Veronica Quaife, una giornalista scientifica che decide di seguirlo nel suo lavoro. Tra i due nasce un’intensa relazione sentimentale che accompagna i progressi della ricerca. Tuttavia, a causa di un incidente, Brundle finisce per testare il teletrasporto su sé stesso, ignaro che all’interno della capsula si è intrufolata una comune mosca. L’esperimento riesce, ma il suo corpo e la sua mente cominciano lentamente a trasformarsi, fondendo l’uomo e l’insetto in una creatura mostruosa.
TRAILER
COMMENTO
Remake de L’esperimento del dottor K. (1958) di Kurt Neumann, La mosca di David Cronenberg è uno dei più potenti, disturbanti e sicuramente difficili da digerire film di fantascienza degli anni Ottanta; ma ridurlo a un semplice horror mosso dal gusto di far paura sarebbe ingiusto. Cronenberg utilizza la storia dello scienziato Seth Brundle — interpretato da un magnetico Jeff Goldblum — che tenta di perfezionare un sistema di teletrasporto e finisce per fondersi accidentalmente con una mosca. Se nel film del ’58 il dottore, più che fondersi, si trasformava pian piano in mosca, nella sua opera Cronenberg crea una fusione grottesca e aberrante tra uomo e insetto. La metamorfosi di Brundle, mostrata con effetti speciali straordinari per l’epoca, sotto la direzione del geniale Chris Walas (il quale si occupò anche del sequel), non è solo una discesa nell’orrore biologico, ma anche un dramma umano: dietro la carne che si disgrega c’è la mente che tenta disperatamente di conservare la propria identità. Inevitabili i paragoni con il cancro, l’AIDS o con tutte quelle malattie degradanti che, soprattutto negli anni dell’uscita del film, erano fonte di paure e preoccupazioni. Con La mosca Cronenberg crea un’opera sensazionale di orrore visivo puro e uno degli esempi più calzanti di come il body horror possa non solo scioccare l’audience, ma soprattutto usare questo effetto come strumento di critica per riflettere sull’uomo e sulla società.
PREMI
- Premio Oscar 1987: Miglior trucco a Chris Walas e Stephan Dupuis.
• Saturn Award 1987: Miglior film horror, Miglior attore a Jeff Goldblum, Miglior trucco a Chris Walas.
• Festival internazionale del film fantastico di Avoriaz 1987: Premio Speciale della Giuria a David Cronenberg.
• National Board of Review Award 1986: Migliori dieci film.
• Canadian Society of Cinematographers 1987: Miglior Fotografia a Mark Irwin.
CRITICA
La mosca è stato un film molto importante per me, uno dei primi horror che abbia mai visto e una dimostrazione lampante di come i film dell’orrore non siano per definizione il livello più basso di cinema, ma possano ambire a essere il più alto, il cinema per antonomasia.
—George Rohmer, I 400 Calci
Il sogno, o meglio l’incubo ossessivo della presenza/assenza del corpo ci costringe a una prolungata metabolizzazione del poter essere cinema dell’oggetto rappresentato, dell’immagine cinematografica che anela l’oggettualità, la terza dimensione mentre è imprigionata nella necessità spazio-temporale del cinema, è l’illusione scientifica di Seth Brundle, quella di riproporre atomisticamente gli oggetti spostandoli da un punto A ad un punto B con l’ulteriore illusione di attestarne una qualche veridicità mediante il mezzo supremo della finzione: la telecamera.
—Mauro F. Giorgio, Gli Spietati
Realizzando il remake di L’esperimento del dottor K. (1958) di Kurt Neumann, Cronenberg spicca il volo e firma una delle opere più mature e significative all’interno della fantascienza degli anni ’80: un horror d’autore che, prendendo le mosse dalla sci-fi classica, aggiorna gli stilemi del genere spingendo al massimo nella rappresentazione delle mutazioni del corpo e nel mostrare le derive di uno sviluppo tecnologico incontrollato.
—Longtake
La Mosca è quasi unico, in quanto ci obbliga a simpatizzare e fare il tifo per la coppia al centro della narrazione. Fino alla fine, speriamo contro ogni logica che ci sia un modo per uscire da quella incredibile situazione che non si traduca nelle budella di qualcuno sparse su tutto il pavimento.
—William Maga, Il Cineocchio


