Sguardi femminili sul mondo con la poesia comica di Patrizia Cavalli

Mercoledì 13 marzo 2024 ha avuto luogo il quarto appuntamento della terza stagione di CINEMA DOCET sul tema “Sguardi al femminile. Pari opportunità e autonarrazione”, proposto in occasione della Giornata internazionale per i Diritti delle donne a partire dalla proiezione di Le mie poesie non cambieranno il mondo di Annalena Benini e Francesco Piccolo. Presentato nell’ambito della rassegna Giornate degli Autori – Notti Veneziane del 2023, il film permette allo spettatore di entrare nella casa e nell’intimità di Patrizia Cavalli (1947-2022), scrittrice e poeta (così battezzata da Elsa Morante) che fruisce della metrica tradizionale pur rinnovandone la forma attraverso l’incrocio dei diversi registri della lingua italiana.

L’incontro è stato aperto da Nunzia Palmieri, docente di Letteratura italiana contemporanea nel Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione, che ha introdotto Patrizia Cavalli leggendo alcuni versi della poesia Vita meravigliosa, tratta dalla sua ultima raccolta di poesie: Vita meravigliosa / sempre mi meravigli / che pure senza figli / mi resti ancora sposa. Insieme ad Arianna Mainardi e Alberta Giorgi, docenti di Sociologia della cultura e della comunicazione nel Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione, si sono uniti al dibattito anche Eleonora Zaccarelli, presidente del Consiglio delle Donne del Comune di Bergamo, e Giancarlo Domenghini, presidente di IFFIntegrazione Film Festival.

L’occasione della Giornata della donna ha permesso di riflettere sull’importanza delle figure femminili nella letteratura italiana. «Nelle antologie scolastiche, le figure femminili sono praticamente assenti – ha spiegato la professoressa Palmieri –. Patrizia Cavalli è una delle poche poetesse contemporanee a scrivere in metrica, rinnovandola con la sua capacità di usare ciò che ha intorno a sé, è stata molto abile a incrociare la metrica tradizionale con un registro variabilissimo della lingua italiana, riuscendo ad essere assolutamente originale».

Il documentario ha sollecitato riflessioni legate alle autonarrazioni femminili: nel corso del film, Patrizia Cavalli rievoca alcuni momenti salienti della propria vita vissuta in modo libero e irriverente, aprendo a riflessioni quali la sessualità fra donne e l’autodeterminazione femminile. Come sottolineato da Alberta Giorgi, nel documentario emerge una donna piena di contraddizioni, che tuttavia trasmette una grande vitalità attraverso il sapiente uso dell’autoironia. 

Valeria Spertini
Studentessa del Corso di laurea magistrale in Comunicazione, informazione, editoria

Fotografie di Liu Lingyu

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