Foreste 2023, premio UniBg a “Il seme del futuro”

di Martina Scidà

L’appuntamento di CINEMA DOCET. Proiezioni sull’attualità in UniBg di mercoledì 29 novembre 2023, intitolato “Ecologie umane. Ambiente e scelte di vita”, è stato aperto dalla consegna degli attestati di partecipazione alla giuria studentesca della VI edizione del Festival Foreste – I polmoni verdi della terra, organizzato dall’Associazione Montagna Italia e dal Comune di Bergamo. Il Festival Foreste, tenutosi dal 12 al 21 novembre in città, è un evento in cui i protagonisti sono proprio i polmoni verdi del pianeta, visti attraverso diverse proposte: visite guidate, camminate, convegni, performance artistiche e anche attraverso il cinema.

L’iniziativa è cominciata sei anni fa all’interno del World Forum on Urban Forest di Mantova, organizzato dalla FAO a livello mondiale. In collaborazione con il Comune di Bergamo, l’Università degli studi di Bergamo ed il Provveditorato agli Studi, gli studenti si sono aggiunti alla giuria ufficiale e hanno votato il film che secondo loro ha rispecchiato e comunicato meglio l’intento di questo progetto.

Hanno fatto parte della giuria alcuni studenti e studentesse degli insegnamenti di Storia e critica del cinema e di Scienze geografiche dell’ambiente e del territorio: Antonella Alemanni, Andrea Di Rocco, Amanda Gigliotti, Alessandro Izzo, Angelica Merante, Anna Milesi, Asia Turani, Anna Vignoni, Alessandra Magnani, Irene Bettinelli, Clelia Gristina, Clara Testini, Davide Nodari, Elena Cosentino, Elena Gregori, Federica Benzi, Flora Gnan, Federico Ubiali, Greta Chiesa, Giulia Fenaroli, Giorgia Latorre, Giulia Leghissa, Giulia Sigoli, Giacomo Sorlini, Greta Todeschini, Greta Tomasi, Lingyu Liu, Luca Nozza Bielli, Francesco Lo Giudice, Morena Morosini, Michela Nitti, Melissa Rocca, Sara Andreoli, Alessandro Salomoni, Ylenia Maffeis, Zeynep Cagli.

La consegna degli attestati di partecipazione alla giuria universitaria ha preceduto la proiezione del film Le otto montagne di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, che ha come tema proprio le montagne e la natura. Sono intervenuti Marzia Marchesi, assessora al Verde pubblico del Comune di Bergamo, e Roberto Gualdi, presidente dell’Associazione Montagna Italia e direttore del Festival Foreste. Per UniBg sono stati presenti Luca Carlo Rossi, presidente del corso di laurea in Lettere, Renato Ferlinghetti, docente di Scienze geografiche dell’ambiente e del territorio, e Adriano D’Aloia, docente di Storia e critica del cinema.

«Il film che abbiamo deciso di premiare – ha spiegato la studentessa Morena Morosini in rappresentanza della giuria – è stato Il seme del futuro di Francesca Frigo. Siamo giunti a questo verdetto dopo un lavoro di selezione secondo una serie di criteri e dopo aver attribuito dei punteggi a ogni opera in concorso. Abbiamo deciso di premiarlo perché, proprio come suggerisce il titolo, ci dà speranza per un futuro migliore che deve essere costruito e reinventato in base anche al nostro rapporto con la natura pensando a una nuova abitabilità della Terra. Deve essere un rapporto in cui non facciamo prevalere la nostra parte, non deve essere un antropocentrismo».

Ecco la motivazione letta durante la cerimonia di premiazione tenutasi sabato 18 novembre 2023 in Sala Galmozzi:

Fin dal titolo, Il seme del futuro risulta una produzione ben fatta e incisiva riguardo al tema raccontato, che è quello di un ricercatore che pensa ad un futuro possibile di armonia tra umanità e natura; il solo modo per andare avanti, verso una nuova abitabilità della Terra. Il film è pertinente col tema del Festival, dinamico e coinvolgente per lo spettatore, unisce la profondità umana e la bellezza dei paesaggi al rigore scientifico, che si esprime con le interviste realizzate direttamente sul luogo e con le lezioni universitarie tenute dal protagonista. Egli cerca in questo modo di trasmettere ai giovani il suo amore per il territorio e la passione per la ricerca e per la tecnologia virtuosa, non usata per distruggere, bensì ripensata come strumento prezioso per comprenderla e averne cura. Questo canale di comunicazione tra gli studenti e il ricercatore è ciò che ha colpito maggiormente tutti noi giurati: non si limita alla contemplazione della natura, ma offre uno spunto di riflessione e d’azione molto interessante e ben articolato. “Il seme del futuro” trasmette speranza, una speranza che va alimentata con la conoscenza e la sensibilità, affinché tutti noi possiamo guardare ad un futuro migliore.