Trieste è bella di notte

DATI DI PRODUZIONE

Trieste è bella di notte, di Matteo Calore, Stefano Collizzoli, Andrea Segre, Italia (2023)

Prodotto: Andrea Segre per ZaLab Film, Valentino Girardi per Vulcano; produttrice esecutiva: Giulia Campagna; distribuzione: ZaLab Film; fotografia: Matteo Calore; montaggio: Chiara Russo; montaggio del suono: Riccardo Spagnol; fonico di presa diretta: Alberto Cagol; musiche originali: Sergio Marchesini; mediatore culturale e traduttore: Ismail Ismail; ricerche d’archivio: Archontoula Skourtanioti 

SINOSSI

Confine tra Italia e Slovenia, a pochi chilometri da Trieste: ogni giorno, migliaia di migranti asiatici della rotta balcanica tentano di tutto pur di attraversare il confine; se identificati, la polizia italiana potrebbe rispedirli in Bosnia, senza accettare alcuna richiesta di asilo, un procedimento di “riammissione informale” introdotto nel maggio del 2020. Dalle storie dei migranti respinti e dalle immagini realizzate mediante i propri telefoni cellulari, si evince la precarietà della loro condizione e le contraddizioni insite nelle Istituzioni italiane in materia di immigrazione. 

TRAILER

COMMENTO

Il passaggio del confine ha un nome particolare: The Game, il gioco, una sfida che coinvolge centinaia di migranti che devono affrontare le conseguenze delle “riammissioni informali”. Fra violenze e indifferenza, Trieste è bella di notte documenta con estremo realismo il dramma dell’immigrazione nell’Europa di oggi, in un intreccio unico di tempi e spazi differenti nei quali affiorano speranze, memorie, incubi passati e timori per il domani. Il racconto di Matteo Calore, Stefano Collizzoli e Andrea Segre si costruisce al di qua e al di là della frontiera, in terre di mezzo nelle quali le storie individuali rischiano di essere dimenticate. Il cammino della speranza, arricchito dalle musiche originali di Sergio Marchesini, è narrato attraverso uno stile originale che spesso e volentieri trascende il rigore documentaristico, producendo un effetto ancor più impattante. Attraverso le parole dei richiedenti asilo accolti da Casa Malala a Trieste, il documentario cerca di dar voce a storie e realtà tanto lontane quanto vicine.  

PREMI

  • Selezione ufficiale fuori concorso al 34ma edizione del Trieste Film Festival  

CRITICA

Trieste è bella di notte di Matteo Calore, Stefano Collizzolli e Andrea Segre è un film sull’orrore quotidiano, sulle ipocrisie di un sistema che si barrica dietro la burocrazia, sulle atrocità commesse dai guardiani dei confini nei confronti di chi, semplicemente, rivendica il diritto a vivere e si ritrova coinvolto in un «gioco», nel cosiddetto game, quella sfida a percorrere la rotta balcanica per arrivare in Italia, evitando tutte le minacce di una vera e propria caccia all’uomo.

—Mazzino Montinari, Il manifesto

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