A Beautiful Mind

DATI DI PRODUZIONE

A Beautiful Mind, di Ron Howard, Stati Uniti d’America (2001)

Sceneggiatura: Akiva Goldsman; produttori: Brian Grazer, Ron Howard; produttori esecutivi: Todd Hallowell, Karen Kehela Sherwood; fotografia: Roger Deakins; montaggio: Dan Hanley, Mike Hill; scenografia: Wynn Thomas, Robert Guerra, Leslie E. Rollins; costumi: Rita Ryack

Interpreti: Russell Crowe (John Nash), Jennifer Connelly (Alicia Larde Nash), Ed Harris (William Parcher), Paul Bettany (Charles Herman), Vivien Cardone (Marcee Herman), Christopher Plummer (dottor Rosen), Adam Goldberg (Richard Sol), Judd Hirsch (Professor Helinger)

SINOSSI

La storia vera di John Forbes Nash jr., matematico e premio Nobel per l’economia nel 1994 per aver apportato significative innovazioni alla teoria dei giochi. Studente della prestigiosa Università di Princeton, in New Jersey, Nash è ossessionato dal pensiero di trovare un’idea geniale attraverso la quale lasciare il segno negli studi matematici. Grazie alle sue intuizioni relative alla teoria dei giochi, elaborate nella tesi dottorale, Nash ottiene fama e riconoscimento, nonché un posto come ricercatore al Wheeler Laboratory del MIT di Boston. Innamorato, ricambiato, dalla fisica Alicia Narde, la sua vita sembra procedere lietamente, fino a viene contattato dal Dipartimento della Difesa…

TRAILER

COMMENTO

Quattro premi Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia: A beautiful mind, lungometraggio diretto da Ron Howard, non è di certo passato inosservato nel 2001, complice soprattutto la prova attoriale di Russell Crowe – al tempo fresco di Oscar per Il gladiatore – che riveste i panni del geniale (ma tormentato) John Nash. La “mente stupenda” del matematico che ha rivoluzionato la teoria dei giochi è narrata in una storia all’apparenza lineare, la quale, tuttavia, è capace di stupire e sconvolgere. Adattamento dell’omonima biografia scritta da Sylvia Nasar, A beautiful mind pare un classico biopic dedicato alla figura di Nash, ai suoi studi e ai suoi successi. Tuttavia, il film di Ron Howard si rivela essere anche il drammatico racconto della schizofrenia di cui è stato affetto il premio Nobel, racconto narrato attraverso il punto di vista del protagonista. Simile, per certi versi, allo spettatore amnesico di Memento (Christopher Nolan 1999), lo spettatore di A Beautiful Mind è schizofrenico come Nash, ed esperisce il mondo attraverso i suoi occhi, espediente narrativo che contribuisce ad aumentare il coinvolgimento empatico verso la figura di John, soprattutto nei momenti più tragici che lo annichiliscono sia da un punto di vista professionale che nella sua sfera intima. Ma questo film a incastri – altrimenti detto puzzle film – è anche la storia d’amore tra Nash e Alicia interpretata da una Jennifer Connelly vincitrice dell’Oscar come Miglior Attrice non protagonista. Alla compagna di vita John dedica il celeberrimo discorso tenuto durante l’assegnazione del Premio Nobel per l’economia, nel quale asserisce: «È soltanto nelle misteriose equazioni dell’amore che si può trovare ogni ragione logica».

PREMI

  • Premi Oscar 2002: Miglior Film (Brian Grazer e Ron Howard), Miglior Regia (Ron Howard), Miglior Sceneggiatura non originale (Akiva Goldsman), Miglior Attrice non protagonista (Jennifer Connelly)
  • Golden Globe 2002: Miglior Film Drammatico, Miglior Attore in un film drammatico (Russell Crowe), Miglior Attrice non protagonista (Jennifer Connelly), Miglior Sceneggiatura (Akiva Goldsman)
  • Premi BAFTA 2002: Miglior Attore protagonista (Russell Crowe), Miglior Attrice non protagonista (Jennifer Connelly)
  • Screen Actors Guild Award 2002: Miglior Attore protagonista (Russell Crowe)
  • Critics’ Choice Movie Award 2002: Miglior Film, Miglior Regia (Ron Howard), Miglior Attore protagonista (Russell Crowe), Miglior Attrice non protagonista (Jennifer Connelly)

CRITICA

Prima ancora che un film senza difetti, una storia vera quasi immaginaria che si insinua sotto pelle. Anche se sono da ricordare almeno Ed Harris e l’emergente Paul Bettany, molto si deve alla performance di Russell Crowe, la cui interpretazione supera di slancio ogni abitudine. Dipingendo, con piccoli tocchi stupefatti, Nash come un eccentrico che sfida il mondo e ne è vinto, Crowe vola al di là del consueto e oltre i confini rigidi tra normalità e follia. Di Nash non sapremo mai dove finisce una certa quotidiana dissociazione e dove comincia la vera malattia mentale. Crowe non ce lo vuole dire e fa bene. Ecco la storia tortuosa di una mente, nonostante tutto, stupenda. Cioè semplicemente umana.

Piera Detassis, Ciak

A Beautiful Mind è un film dalle cadenze classiche e impreviste. Nasconde con abilità i risvolti misteriosi della sceneggiatura e con senso sotterraneo della suspense centellina dubbi e rivelazioni, quasi la consapevolezza degli spettatori dovesse andare di pari passo con quella del protagonista. Non esita davanti all’esasperazione e non si vergogna della commozione. Ron Howard cresce sempre di più come regista e, se non inventa, certamente ama raccontare.

Emanuela Martini, Film Tv

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